E se non fosse tutta colpa loro?

Ecco, appunto. E questa è una domanda retorica: la colpa non è tutta loro, cari occidentali.

La storia è lunga, le pagine da sfogliare infinite (e mai quanto i preconcetti –e i ministri- da emendare).
Questa è una narrazione che ha origine nei nazionalismi più fanatici delle turbe dell’oggi, avvinghiate nel concetto fobico di un Islam fanatico (appunto) e folle.

Cari occidentali, sono proprio i rivoluzionari e aperti francesi, i civilissimi e liberali britannici e gli immancabili vanesi italiani ad aver cominciato.
Siamo noi, siamo stati noi.

Quando agli inizi del XIX secolo abbiamo appoggiato la secessione greca da un impero chiamandolo barbaro (e parlo, ovviamente, dell’Impero Ottomano), mentre proprio i francesi (sempre loro, i sedicenti rivoluzionari) si impossessavano dell’Algeria, ottomana anch’essa, ma evidentemente immeritevole di ideali di libertà e fraternità in quanto scura, di pelle.

Siamo stati noi, occidentali, quando nella guerra russo-ottomana del 1877-78 abbiamo appoggiato i russi contro le angherie dell’impero ottomano nei confronti delle popolazioni slave. Lo abbiamo fatto, sovrapponendo un pensiero nazionalista al precedente mondo, di forma tutta diversa, costituito dagli imperi.

Ecco, l’impero è eterogeneo e vi regna un sovrano di etnia e religione tutta diversa da quella dei propri sudditi. Come la regina Vittoria, britannica, governava sulla metà dei musulmani di tutto il mondo, laggiù, in India, proprio dove oggi sorge Auroville: una città universale, nella quale ogni etnia e credo si fonde, in pace. Un principio, quello di Auroville, non lontano da imperi aperti, eclettici ed ecumenici come quelli che i nazionalismi, a partire dal XIX secolo, hanno fucilato.
Questi colossi pluricromatici hanno subito quelle asimmetrie razzializzanti che hanno portato alla creazione del fittizio “mondo musulmano” e al terrore che ne deriva: asimmetrie perché, proprio mentre gli europei si sentivano legittimati a rosicchiare porzioni di un impero in via di estinzione (quello ottomano), non si ponevano il minimo impedimento a governare su milioni di musulmani.

E così che è cominciata una creazione artificiosa di un occidente civilizzato in perpetuo conflitto con un oriente primitivo. Una faida (che si chiami jihad o crociata, a voi la scelta), che non è sempre esistita, ma che è stata creata dalla storia contingente e dagli adattamenti politici, non da un islam cattivo e mullah pazzi.

E poi, il conflitto isreaelo-palestinese, Ariel Sharon, Bush e la lotta al terrorismo. C’è Ariel Sharon, dico. Sharon, che aveva contribuito all’invasione israeliana in Libano (con annesso massacro al campo profughi di Sabra e Shatila –per inciso: 700 vittime, secondo gli israeliani; 2750, secondo la croce rossa-), fu però definito da Bush un “uomo di pace”, in una lotta dove i palestinesi erano ritornati i cattivi. Proprio loro, privati dalla loro terra e casa, a partire da una guerra che gli israeliani chiamano guerra di indipendenza (chiamata invece da loro, i palestinesi, nekbah, -catastrofe-). Proprio loro, visti come cattivi, perché terroristi.

Ma di errori pericolosi ne vengono fatti tanti: da noi occidentali, noi, che incolpiamo un generico “mondo musulmano” di atti che non gli appartengono, in quanto quest’ultimo non è sinonimo di Isis come l’autoproclamato califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, non è il prototipo del califfo ottomano aperto alla cultura europea (come Abdulhamid o Abdulmecid). Errore, anche questo, ancora più terribile: il sovrapporre un’entità storica che ha avuto sfumature di significato e reinterpretazioni diverse ad una figura unica, reale e spaventosa che aleggia sulle nostre vite di occidentali come su quelle del “mondo musulmano”.


A spaventarsi sono tutti, però, bianchi e neri. A essere le vittime, infatti, non sono solo i bianchi, ma anche tutto il resto del “mondo musulmano”, lontano da simili errori pericolosi, che cerca disperatamente e ancora di farsi accettare; ma che noi temiamo, generalizzando l’islamofobia anche per loro, sempre con la fasulla convinzione di colpa collettiva, come di collettivo e sempre uguale “mondo musulmano”, dal medioevo al 2019.

Pubblicato da rhoserom

rosarianna97@gmail.com

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