A mia nonna

Come agli altri far capire
le patate con il riso 
e le penne con il sugo
e le stelle con il brodo,
ogni giorno?

A un tratto 
tu non avevi
una figlia che era mia 
madre.

E allora a cosa serve dire 
agli altri 
l’amore riversato in ogni ruga
in ogni piaga
in ogni latte versato 
in ogni caffettiera posata,
su un gradino di marmo.

Soprattutto
l’amore forte di due donne che si guardano
e non vedono l’altra:
ma un volto,
di una terza che più non c’è.

Siamo legame sottile verso il passato.
Sei radice materna;
linfa verde io 
nel tuo ruvido tronco.

Hai perso un padre 
un marito 
una figlia 
una madre,
hai visto una guerra 
e un mondo risorto.

Allora io mi prostro
e poi m’allontano
Ma sempre con il tuo dito 
stretto, nella mano.

Pubblicato da rhoserom

rosarianna97@gmail.com

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