Mi rincresce constatare un dato di fatto che cercavo di occultare, invece è talmente evidente che nasconderlo è pressoché impossibile.
Di fronte alla chiusura mentale che serpeggia, inesorabilmente, in questo paese, oggi, dopo un mese di quarantena, non posso esimermi dal gridare che Bologna mi manca.
Mi manca la possibilità di poter passeggiare anche nuda -si fa per dire- in mezzo ad una strada e non essere considerata; mi manca osservare persone di categoria Lgbt sui tram e veder loro che si baciano davanti ai miei occhi; mi manca ammirare ragazze non depilate e uomini truccati, clochard con fisarmoniche e giovani sognatori (lì, in quella felice isola, così frequenti).
Mi mancano le persone sedute per terra a cantare canzoni in Piazza Maggiore. Mi manca guardare negli occhi i miei professori che ci fanno leggere i Sogni Erotici di Elsa Morante (negli anni ’30, ragazzi, non nel 2020 -un secolo fa, per la cronaca-).
Mentre ero immersa nelle interminabili pagine di un saggio critico su Horcynus Orca (romanzo che nelle sue 1221 pagine non nasconde anche lati “trasgressivi”, anzi “eccentrici”, per dirla con D’Arrigo), mi fermo per ascoltare qualche minuto una digressione sull’arte, ripromettendomi che dopo cena avrei continuato.
Finisco di cenare e mi rendo conto che il video è stato cancellato. Segnalato.
Non me ne capacito. Mi chiedo come sia possibile. Domando: chi potrebbe essere turbato da questo? Bigotti? Gente comune? Uomini o donne senza sensibilità? Gli stessi che tacciano nell’altro il diverso o coloro che -ipocritamente- millantano di ‘comprendere’ l’altro (termine che già non è corretto, perché l’altro non ha bisogno della nostra compassione).
Segnalare un video non risolve certo il problema, ben più grande, di coloro che vivono ancora in un mondo malsano, destinato a chiudere chi non appartiene alla morale del perbenismo comune in un angolo buio di una casa, costretto al silenzio e all’oblio, peggio, al chiacchiericcio da caffè nel parrucchiere. Perché, probabilmente, apprendo che questa gente non ha ben chiaro che non tutti sono capaci di essere impermeabili al giudizio imbecille del paesello, il quale ricorda la Cariddi dei pellesquadre d’arrighiani, invece che un mondo senza frontiere e senza inutili barriere, fisiche e morali.
Bologna, non vedo l’ora di riabbracciarti.
Nel frattempo, ringrazio chi appartiene al mondo delle province più remote del meridione non per condividere certi valori arcaici, ma per perseverare nel stroncarli, mantenendo, al contrario, la memoria più sacra delle nostre tradizioni più belle.