Come stai? Beh, non so, sai stanotte ho sognato che Kafka mangiava a casa mia. Come hai sognato Kafka? Già. Kafka che mangiava a casa mia! Lo trovi strano? Beh, sai com’è. Non capita tutti i giorni. O tutte le notti? Sì, però, il Covid, gli esami, tu, insomma, non dirmi che ci stai capendo qualche cosa. Perché io no. Ti ricordi a marzo con il lockdown e tutti a casa e le mascherine e guai pure a chi cantava nei balconi ed eri tu il trasgressore se uscivi di casa per andare da tale parente magari che aveva pure bisogno. E ora fine, si è detto che il Covid non è più un problema è così è stato, visto? Dal 3 hanno riaperto anche le regioni, si può andare anche al mare, se ti va.
Già.
Ma tu che pensi di questa Legge?
E che ne so io. Poi tu dici che si può andare al mare ma piove sempre qualcosa vorrà pur dire. Hanno detto pure che un frutto su tre si salva. Ma te li immagini? Cosa? I frutti, dico, il frutto su tre che si salva. Perché dovrei immaginare il frutto su tre? Beh, non credi che siamo un po’ tutti quel frutto su tre? Percoco (ma è italiano percoco? No, si dice percoca, il percoco è l’albero, l’albero del percoco), mela gialla, albicocca, cachi. Tu potresti essere una bella percoca (continua a sottolinearlo di rosso), io magari un fico d’india. Ma che dici? Sì, un po’ come quell’indovinello dei tre uomini e dei cinque cappelli.
Mi sta venendo il al di testa. Sarà il ciclo. No, sarà il tempo. Sarà il Covid? No no, non è quello un sintomo.
Ti sei lavato le mani?