Ciao mamma, in Islanda è estate

Il 20 aprile mi hanno detto che, per gli islandesi, il 20 aprile comincia l’estate. Perché, tempo fa, esisteva un calendario che separava in due segmenti i 365 giorni dell’anno. Esistevano solo due stagioni, per gli islandesi. L’estate e l’inverno.

L’ho saputo proprio ad aprile, quando per me è inverno. E, anche oggi, un mese dopo, continua a scendere la pioggia. Maggio fa male come settembre, ha detto qualcuno. Perché è troppo vicina l’estate, che porta nello zaino promesse e chimere.

L’ho saputo e poco dopo ho fatto lo stesso percorso di sempre, in corridoi bui ma illuminati dalla luce del sole di aprile. Un sole bugiardo come i lumini a pile sulle lapidi. *O i fiori finti. Ma che fa dire agli islandesi che l’estate comincia a primavera. Ho baciato la punta delle mie dita e poi ho avvicinato la mano alla foto.

Oggi faccio percorsi obliqui e scrivo sentieri pieni di curve.

Guardo davanti nel tunnel; il lume è acceso. Finto o vero, importa poco. Ci sei tu che guardi. Hai il volto di sempre: la stessa camicia che indosserai per sempre. Come la collana che, tonda, scende sul petto, in mezzo alle ossa. Che recita la stessa parte dei vestiti che ti rubo: con cui addobbo il corpo e ficco sostegni nel cuore, per scongiurare che crolli.

Pubblicato da rhoserom

rosarianna97@gmail.com

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