Dis-sacrare

Piangiamo e poi suoniamo
l’ukulele mentre affondiamo
nel lenzuolo e ci chiediamo
chi siamo cosa facciamo
da dove veniamo e perché preghiamo
e cosa mangiamo:
«Facciamo l’assassina o restiamo sul divano?»

Ci diciamo poi che a 26 anni sono solo strade e domande

e nel frattempo piove
e spiove e una nuvola si leva dal sole

Sai che so che guido poco e penso tanto
ma lo stesso voglio guidare
la mia rete che intreccia e si allarga
e ammortizza il peso delle mie parole
che insieme si confondono e
si perdono – più o meno
come la scia di un aereo
o le ali di una farfalla che muore
se le sbatte per ore

E sbatti sbatti e non sai dove vai
resti
come un moscone che azzoppa la lampada
e vibra soltanto
stordito

Anche io punto il mio dito
ma può tremare e piegarsi
previsto
come un rito

Un bastoncino servirebbe
(uno stuzzicadenti, direbbe lui)
per tenersi in piedi o appoggiarsi
o solo per masticarcarlo e dissacrare
liberare

Pubblicato da rhoserom

rosarianna97@gmail.com

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