Piangiamo e poi suoniamo
l’ukulele mentre affondiamo
nel lenzuolo e ci chiediamo
chi siamo cosa facciamo
da dove veniamo e perché preghiamo
e cosa mangiamo:
«Facciamo l’assassina o restiamo sul divano?»
Ci diciamo poi che a 26 anni sono solo strade e domande
e nel frattempo piove
e spiove e una nuvola si leva dal sole
Sai che so che guido poco e penso tanto
ma lo stesso voglio guidare
la mia rete che intreccia e si allarga
e ammortizza il peso delle mie parole
che insieme si confondono e
si perdono – più o meno
come la scia di un aereo
o le ali di una farfalla che muore
se le sbatte per ore
E sbatti sbatti e non sai dove vai
resti
come un moscone che azzoppa la lampada
e vibra soltanto
stordito
Anche io punto il mio dito
ma può tremare e piegarsi
previsto
come un rito
Un bastoncino servirebbe
(uno stuzzicadenti, direbbe lui)
per tenersi in piedi o appoggiarsi
o solo per masticarcarlo e dissacrare
liberare